BE SIMPLE | CASE HISTORIES
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CASI DI SUCCESSO

Be-Simple. Go Cloud.
Migrare posta e Blackberry sulla “nuvola”.

 

Il cliente: primaria azienda dolciaria italiana.

Il nostro cliente ha appena acquisito un’azienda e si trova nella necessità di integrare i due sistemi informativi a cominciare dai domini di rete, dal servizio di posta elettronica e da quello BlackBerry (BB). Gli ambienti di posta sono eterogenei ed onerosi da gestire: uno è basato su Exchange 2003, non più supportato da Microsoft, ed uno su Exchange 2010 per un totale di 250 caselle postali. Inoltre, ogni casella ha uno spazio disponibile di 2 GB e questo rappresenta ormai un limite per l’operatività quotidiana degli utenti. Il servizio BlackBerry viene usato da pochi utenti, ma il loro ruolo lo rende comunque critico.

Abbiamo proposto al cliente di migrare i servizi di posta (incluso antispam) e BlackBerry BES su Office 365, separandone la migrazione da quella dei domini di rete e consentendo la dismissione dei relativi server fisici. Le due migrazioni sono state così gestite in maniera disaccoppiata, in modo da ridurre la complessità ed i possibili disservizi per l’utenza. Tutti i client sono stati aggiornati ad Office 2010 SP2, così da garantire la massima compatibilità con i servizi cloud di Microsoft.
I servizi mobile, integrati in Office 365, offrono agli utenti nuove potenzialità, e per sfruttarle appieno una parte degli utenti BlackBerry è stata migrata su terminali Windows Phone o Android.
Per agevolare la migrazione, abbiamo dapprima spostato le cassette postali presenti su Exchange 2003 sui server Exchange 2010, poi abbiamo aggiornato questi ultimi al livello minimo di requisiti dichiarati da Microsoft per la distribuzione ibrida.
In parallelo abbiamo avviato la sincronizzazione di Active Directory con Office 365, mediante lo strumento DirSync di Microsoft, con sincronizzazione delle password per far sì che gli utenti possano mantenere la stessa password su Active Directory e sul cloud.
Terminata questa fase, abbiamo istituito un laboratorio di test per verificare col cliente le varie casistiche di migrazione, con tutte le possibili combinazioni di PC e utenti in un dominio o nell’altro, in modo da identificare la migliore strategia di migrazione degli utenti.
Una volta stabilito il modus operandi, si è passati alla fase della migrazione vera e propria, in cui i nostri tecnici hanno affiancato i responsabili IT interni, seguendo passo passo la migrazione dei singoli utenti. Il supporto dei nostri tecnici è stato determinante per risolvere alcuni problemi di incompatibilità con vecchie versioni del software antivirus e problemi legati al server proxy interno.

Il progetto si è concluso con la massima soddisfazione del cliente, che è riuscito ad ottenere contemporaneamente diversi vantaggi:

 

• Il passaggio su Office 365 ha consentito al cliente di disporre di una piattaforma software integrata di servizi fruibili in modalità cloud, primo fra tutti quello di posta elettronica.

• L’onere di gestire un intero ambiente di posta e BB è scomparso: nessuna necessità di gestire e manutenere i server fisici, di aggiornare le versioni di Exchange, di monitorare il funzionamento di servizi critici come la posta e il BB (in media il 60% delle segnalazioni di malfunzionamento provenienti dall’utenza sono relative al servizio di posta).

• Il servizio di posta è diventato più robusto ed affidabile, grazie all’alta disponibilità offerta dai data center Microsoft Office 365, in grado di erogare un uptime del 99,999%.

• Prodotti software sempre aggiornati all’ultima release e in configurazione consistente.

• Ampliamento dello spazio disco per ogni casella postale da 2GB a 50GB (25x), incluso nel canone base di servizio.

• Servizio di antispam integrato e configurabile.

• Un fermo macchina in fase di migrazione utente di soli 10 minuti!

• E il costo? Paragonabile a quello di acquisire e manutenere le sole licenze MS Exchange!

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Be-Simple. Instant Service Provisioning.
Creare un data center in pochi click.

 

Il cliente: azienda italiana leader nella rassegna stampa di Moda

Il nostro cliente ha acquistato una società in estremo oriente (Hong Kong) con l’intento di farla diventare la propria sede in Asia. La richiesta è quella di creare un data center “locale” per offrire ai nuovi dipendenti gli stessi strumenti di lavoro utilizzati in Italia, senza però dover affrontare l’onere di acquistare e manutenere un’infrastruttura hardware a migliaia di chilometri di distanza.

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Dopo un’attenta analisi e test sul campo, abbiamo proposto al cliente la creazione di un’infrastruttura virtuale sul cloud di Microsoft Azure, localizzando i server virtuali nei datacenter Microsoft del sudest asiatico. La nuova infrastruttura è un dominio Active Directory completo, che va a configurarsi come figlio del dominio italiano.
Tra la server farm italiana e Azure abbiamo inoltre stabilito un collegamento VPN permanente che consente alle due infrastrutture di interagire tra di loro con la massima sicurezza. Questo collegamento si è reso necessario sia per la sincronizzazione dei servizi Active Directory Microsoft, sia per lo scambio di dati tra le due sedi, che avviene all’interno del collegamento VPN cifrato.
La nuova infrastruttura virtuale asiatica è stata configurata con un domain controller, che funge anche da file server, oltre che con due server Microsoft SQL e tre server applicativi che forniranno ai circa 50 utenti i programmi di lavoro con tecnologia Remote App. Nella sede asiatica del cliente, abbiamo poi installato un piccolo server fisico che funge da controller di dominio locale, a cui sono collegati i PC in sede e che viene anche utilizzato come cache locale per alcuni file, sincronizzati poi sul server in cloud tramite DFS (Distributed File System).
Sui server SQL abbiamo poi creato una replica per sincronizzare il contenuto di alcuni database con la server farm italiana, di modo che il dato sia sempre presente su entrambe le sedi. In ultimo, i nostri programmatori hanno modificato gli applicativi italiani per consentirne l’utilizzo con la nuova infrastruttura.
In questo modo gli utenti nel sud-est asiatico posso collegarsi alle risorse remote con un’ottima velocità e un tempo di risposta molto basso, cosa impossibile se si fosse tenuta l’infrastruttura italiana anche per l’accesso dall’Asia. In Italia, invece, gli utenti locali continuano ad utilizzare l’infrastruttura esistente senza curarsi di dove risiede il dato, grazie alla replica costante dello stesso.

Il progetto ha consentito al cliente di ottenere notevoli vantaggi, che non sarebbero mai stati possibili con un’infrastruttura fisica tradizionale:

• Tempi di creazione e configurazione dell’intera infrastruttura ridotti a pochi giorni: il tempo che normalmente si impiega a configurare e ordinare un server fisico.
• Semplicità di gestione, grazie alla completa virtualizzazione dei servizi che non sono vincolati ad alcuna manutenzione hardware.
• Estrema scalabilità dell’infrastruttura: si parte con poche risorse, che possono essere espanse mano a mano che l’azienda cresce, senza dover ordinare nuovo hardware o dismettere quello vecchio. I costi sono proporzionati all’effettivo utilizzo delle risorse.
• Costi ridotti rispetto a un’infrastruttura tradizionale e diluiti nel tempo.
• Sicurezza del dato, replicato sul cloud e sull’infrastruttura italiana pre-esistente e trasmesso attraverso un canale cifrato.

Be-Simple. Be safe.
Mettere in sicurezza il data center in due passi.

 

Il cliente: compagnia assicurativa.

L’esigenza del cliente era duplice: 1) disporre di una server farm in grado di adeguarsi più agevolmente alle necessità di business e 2) garantire una maggiore sicurezza e stabilità dei sistemi in caso di guasti.
La crescente domanda di risorse di calcolo e di storage per l’erogazione dei servizi informatici aveva creato al cliente problemi di spazio nella server farm ed evidenziato l’inadeguatezza dei sistemi di raffreddamento, ormai sottodimensionati rispetto alla veloce crescita dell’infrastruttura. Inoltre, le recenti direttive IVASS in materia di compliance e gestione dei rischi imponevano maggiori livelli di protezione del dato e di disponibilità dei servizi informatici.
Confrontando i costi di adeguamento degli impianti e di espansione della propria server farm con i vantaggi in termini di recupero spazio e potenzialità di crescita offerti da un servizio di hosting sulla server farm di Be-Simple, il cliente ha optato per trasferire tutto presso quest’ultima.
La disponibilità di una nuova server farm ha gettato le premesse per poter sviluppare una soluzione di disaster recovery che aumentasse la resilienza dei servizi informatici.

La “messa in sicurezza” della server farm del cliente si è quindi sviluppata in due fasi:
• Fase 1: trasferimento dei sistemi dal data center cliente presso il data center Be-Simple.
• Fase 2: realizzazione della soluzione di disaster recovery.

FASE 1
Per consentire lo spostamento dei sistemi presso il data center Be-Simple minimizzando l’impatto sull’operatività, abbiamo effettuato dapprima un’accurata analisi dei servizi erogati, delle applicazioni, dei sistemi fisici coinvolti e delle relative dipendenze. Ogni sistema è stato inventariato insieme ai relativi cablaggi.
Una volta ottenuta una “fotografia” completa della configurazione dei sistemi abbiamo pianificato nel dettaglio l’attività in modo che potesse essere realizzata in un fine settimana: chiusura dei sistemi il venerdì pomeriggio e riattivazione completa entro il lunedì successivo alle 14.00.
Il venerdì abbiamo effettuato un backup di tutto il data center del cliente su uno storage temporaneo al fine di garantire la sicurezza del dato ed avere a disposizione un ambiente consistente in caso di eventuale roll-back.
Quindi abbiamo spento i sistemi, smontato tutto e predisposto al trasporto, caricando il materiale il sabato mattina su idoneo trasporto assicurato.
Arrivato il materiale nella server farm Be-Simple, abbiamo proceduto a rimontare tutti i sistemi su 4 rack e alla relativa riaccensione.
Alle 18.00 del sabato il 60% dei sistemi era già up and running. Domenica mattina abbiamo concluso la riaccensione ed effettuato il collaudo finale. Alle ore 14 della domenica tutto era operativo, con un giorno pieno di anticipo sulla tabella di marcia.
Il lunedì mattina, al rientro al lavoro di tutto il personale, nessuno si è accorto del cambiamento.
La connessione tra la sede del cliente e la server farm è garantita da un link in fibra ridondato ad 1 Gb/s.
L’infrastruttura traslocata comprendeva:
• Server Blade
• Alcuni server rack
• SAN
• Sistema di backup
• Infrastruttura core network

FASE 2
La delicatezza delle operazioni di Fase 1 avevano rafforzato nel cliente la convinzione della necessità di un ambiente di disaster recovery che, in caso di grave guasto o dell’indisponibilità dell’intero data center, avrebbe impedito la perdita dei dati e consentito la ripartenza delle applicazioni.
Abbiamo quindi proposto di attivare presso una seconda server farm un sistema di replica del dato con possibilità di riavviare su questo i sistemi più importanti in caso di disastro.
Il cliente ha scelto di affidarsi completamente a Be-Simple, sia per la realizzazione della soluzione che per il noleggio dell’intera infrastruttura di disaster recovery.
La soluzione proposta si basa sulla replica TOTALE della SAN del cliente e delle macchine critiche del cliente su un ambiente virtuale (VMware).
Lo storage della SAN contiene sia le VM sia il file system degli utenti; per questo motivo si è preferito replicare completamente la SAN. Inoltre, così facendo, viene garantita la copia di tutti i dati nella sede di DR, anche se vi fosse una “dimenticanza” in caso di attivazione di nuovi server virtuali.
Lo spazio utile da replicare è di circa 10TB: ciò viene fatto utilizzando gli strumenti di replica messi a disposizione dalla tecnologia di storage, configurati opportunamente dai nostri specialisti.
La connessione tra sito primario (server farm Be-Simple), sede cliente dove operano gli utenti e sito di DR è fatta mediante un anello in fibra in layer2, che garantisce sempre la connettività dei tre punti.

Tra questi evidenziamo:

• Disponibilità di un data center di ultima generazione in grado di offrire massima affidabilità ambientale, velocità di connessione e scalabilità.
• Liberazione di spazi e risorse presso la sede del cliente che ha potuto riutilizzarli per 12 postazioni di lavoro.
• Adeguamento dei sistemi informativi alle regole di compliance e protezione dati richieste dall’IVASS.
• Soluzione di DR in grado di offrire livelli di RPO (Recovery Point Objective) e RTO (Recovery Time Objective) coerenti con le necessità di business (RPO<1 h; RTO<12 hr) e già predisposta per mettere il cliente ad un livello di business continuity.